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Il Telepass diventa una moneta virtuale

In principio era solo un metodo veloce e intelligente per pagare il pedaggio autostradale senza neppure fermarsi al casello. Poi, sono arrivati i parcheggi (aeroportuali e no) e l’accesso a zone cittadine soggette a tariffazione, come l’Area C di Milano. Ora il Telepass, strumento gestito da una società facente capo ad Autostrade per l’Italia, diventa un mezzo di pagamento ancora più ampio, destinato a poter essere utilizzato in tutto il perimetro della mobilità.

Il nuovo sistema – Nasce, infatti, Telepass Pay, un circuito di pagamento “immateriale” che consentirà, progressivamente ed entro la fine dell’anno, ai titolari del dispositivo di assolvere le spese relative a un numero crescente di servizi: carburanti, anche fuori dall’ambito autostradale, tassa di possesso dei veicoli, multe, taxi, trasporti pubblici locali, car sharing, in prospettiva anche il trasporto ferroviario. Già dal mese di luglio si è potuto iniziare a pagare col Telepass, aderendo a Telepass Pay, il pieno in 160 aree di servizio autostradali. Con un’unica app, che integra i sistemi Pyng+ e Telepass Pay, si potrà anche versare il dovuto per i rifornimenti in modalità self-service e per la sosta sulle strisce blu. A partire da ottobre, poi, saranno attivati gli altri servizi, relativi, come detto, ai trasporti (taxi, mezzi pubblici, car sharing) e alla proprietà dei veicoli (bollo auto). Quanto ai costi del servizio, non ne saranno addebitati fino alla fine del 2017; poi, verranno modulati in base alla tipologia contrattuale del cliente, fino a di fatto azzerarsi per i titolari di Telepass Premium. La nuova società che si occupa di questo settore, la Telepass Pay Spa, è controllata al 100% da Telepass Spa, istituto di moneta elettronica autorizzato dalla Banca d’Italia.

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